Sinossi

Il volume pubblica i risultati dello scavo condotto tra gli anni 2013 e 2019 presso il sito di Torba, estremità meridionale dell’importante fortificazione tardoantica di Castel Seprio (Va), poi monastero benedettino. Durante questi anni sono stati scoperti e indagati diversi settori del sito, primo bene del FAI - Fondo Ambiente Italiano, tra cui un annesso funerario a nord della chiesa di Santa Maria, un grande edificio a cavallo delle mura, l’area interna ed esterna all’imponente torre e un ambiente ubicato sotto il monastero. Consistenti risorse sono state investite per la datazione delle murature del sistema di difesa – torri e mura – dei quali si discute da tempo la contemporaneità o meno rispetto alle difese sommitali del castrum e degli edifici più antichi del monastero. Gli scavi hanno indubbiamente accresciuto le nostre conoscenze su Torba: dai processi di stratificazione, quantitativamente imponenti non solo per le consuete attività di un insediamento – costruttive, domestiche e artigianali – ma soprattutto per gli eventi naturali, conseguenza della sua posizione ai piedi di un versante geologicamente instabile. Della cinta difensiva, conservata in alzato fino ai merli come muro di spina dell’edificio monastico addossato alla torre, sono stati individuati i livelli di cantiere, le caratteristiche costruttive e l’evoluzione successiva. Per l’età longobarda nuove informazioni riguardano: gli strati di dilavamento, prodotti da intensi fenomeni naturali, intervallati da una sporadica frequentazione, che hanno progressivamente riempito di detriti il piano terra della torre; vari elementi di cintura di età longobarda rinvenuti in questi strati; una capanna addossata alle mura che ha restituito un codolo di cintura di quel periodo e, infine, una nuova proposta per la sequenza della chiesa di Santa Maria con una prima fase anteriore alla metà del VII secolo. Lo scavo ha restituito una discreta quantità di reperti, sia manufatti sia ecofatti, dai quali sono state ricavate ulteriori informazioni sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle caratteristiche fisiche degli inumati, grazie al coinvolgimento di numerosi specialisti che hanno applicato le più innovative metodologie analitiche. Il tutto è stato possibile con il supporto economico dell’Università degli Studi di Padova e della Regione Lombardia.

Allegati
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Autori

Maurizio Marinato
Maurizio Marinato è un archeologo medievista specializzato nello studio di contesti funerari. In quest'ambito ha realizzato analisi multidisciplinari per comprendere le caratteristiche sociali, economiche e politiche dell'Italia settentrionale in età postclassica a partire dalle analisi demografiche, paleopatologiche, isotopiche e genetiche. Nell'università di Padova, dove si è dottorato (in collaborazione con l'Università di Cambridge - Doctor Europaeus) e attualmente ha un insegnamento a contratto di archeologia cristiana, ha partecipato all'attivazione di un laboratorio di isotopi applicati allo studio della dieta. Ha ricoperto ruoli di gestione di cantiere e di antropologo da campo in numerosi scavi archeologici in Italia e all'estero (insieme all’Università di Durham).

Paola Marina De Marchi
P. Marina De Marchi, medievista, ha studiato e pubblicato in particolare manufatti longobardi ed altomedievali e i loro contesti anche a scala territoriale e organizzazione sociale, collaborando quindi con numerosi musei lombardi e università (Milano, Brescia, Bergamo, Varese, Arsago Seprio, Padova), affiancandosi inoltre a numerosi scavi riguardanti contesti cimiteriali (Leno, Pava, Monselice, Montichiari), castellani (Monte Barro, Castelseprio), di edifici di culto (Noli, Castelseprio, Torba). Ha partecipato alla organizzazione di mostre dedicate ai Longobardi, tra queste I Longobardi in Lombardia (1978), Il futuro dei Longobardi (Brescia, 2001), Bizantini, Croati e Carolingi. Alba e tramonto di regni e imperi (Brescia, 2002). Ha partecipato a numerosi seminari e convegni. Da sola o in collaborazione con altri studiosi ha curato, tra le altre, le pubblicazioni: Castelseprio e Torba. Storia delle ricerche e aggiornamenti (Mantova, SAP 2013), con M. Palazzo, La Basiica di Santa Maria Maggiore di Lomello: l’architettura e il ciclo decorativo in stucco (Firenze, Edifir, MiBACT, 2014), Più recentemente con G.P. Brogiolo, I Longobardi a nord di Milano. Centri di potere tra Adda e Ticino, IV Incontro per l’Archeologia barbarica 4, Cairate (Varese), (Mantova Sap 2020). E’ stata conservatore al Civico Museo Archeologico di Milano, ha diretto i Musei di Varese, ed infine ha diretto e gestito l’area archeologica di Castelseprio, portandola al riconoscimento di sito Patrimonio dell’Umanità-UNESCO.

Michele Asolati
Michele Asolati è Professore Associato di Numismatica presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Padova.