Archeologia e storia sul Monte Castelon di Marano di Valpolicella

A cura di Brunella Bruno, Giovanna Falezza

Documenti di archeologia, 59
2016, 400 pp.
Brossura, A4
ISBN: 9788899547011

€ 60,00
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Sinossi

L’importanza storico-archeologica del Monte Castelon di Marano di Valpolicella era già nota agli studiosi e alla comunità locale, oltre che per l’esistenza di un castello medievale sulla sua sommità, per la scoperta, avvenuta nel 1835, di un tempio romano dedicato a Minerva sulle sue pendici orientali. Assai più complessa e ricca si è ora rivelata, grazie alle indagini condotte negli ultimi anni dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto, la storia insediativa di questo straordinario sito, collocato in posizione strategica e spettacolare, sede prima di un villaggio protostorico con il suo luogo di culto, poi di un importante santuario romano, contraddistinto da più fasi edilizie, ed infine di un insediamento fortificato nel Medioevo. Ciascuna di queste fasi di frequentazione del Monte ha lasciato tracce strutturali e materiali assai importanti: decine e decine di anelli bronzei offerti alla divinità dai devoti dell’età del Ferro, ampie porzioni della pregevole decorazione parietale nel c.d. I stile pompeiano del primo edificio di culto realizzato in età tardo-repubblicana, cospicui resti del tempio di età imperiale con i suoi elementi architettonici, le iscrizioni votive e i frammenti del simulacro marmoreo della divinità. La storia del luogo di culto si conclude in età tardo-antica, quando le strutture sacre furono deteriorate da un incendio a cui non seguì più alcuna manutenzione, anche se la frequentazione continuò per qualche tempo, prima del definitivo oblio. Una nuova realtà inizia però di lì a poco ad affermarsi sulla sommità dell’altura, dove sorge (forse già nel X secolo) un castello, che gli scavi recenti hanno ritrovato e permesso di conoscere più approfonditamente, mentre sulle pendici meridionali del rilievo fa la sua comparsa, in un momento ancora imprecisato, una chiesa dedicata a Santa Maria, nota con il suggestivo nome di Santa Maria di Minerbe. Il volume riunisce, riordina e interpreta – dando voce a diversi studiosi – la ricca mole di dati restituiti dagli scavi e dalle fonti, ricostruendo come in una lunga narrazione una storia millenaria, poi lentamente riseppellita nelle viscere del monte, fino al momento della sua nuova riscoperta.

Autori

Luciano Salzani
Luciano Salzani ha lavorato presso la Soprintendenza Archeologica del Veneto in qualità di Direttore Archeologo Coordinatore, con competenze per i siti preistorici e e protostorici delle province di Verona e Rovigo. È stato direttore del Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine. È socio dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e dell'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. Ha diretto numerose campagne di scavo soprattutto in abitati e necropoli dell'età del Bronzo e del Ferro, di cui ha curato l'edizione.

Giovanna Falezza
Giovanna Falezza si è laureata nel 2003 in Lettere (indirizzo classico) presso l’Università degli Studi di Padova, con una tesi di laurea in Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana. Presso lo stesso Ateneo ha seguito la Scuola di Dottorato in Studio e Conservazione dei Beni Archeologici e Architettonici (Indirizzo di Scienze Archeologiche, XXI Ciclo) ed ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca nel 2009. Nel 2007 è vincitrice del Premio di Studio intitolato al prof. Carlo Anti. Dal 2009 è cultrice della materia nell’ambito dell’insegnamento di Archeologia e storia dell’arte greca e romana. Dal 2009 al 2012 è stata titolare di un assegno di ricerca e di una borsa biennale d'eccellenza dell'Università di Padova. Dal 2012 è assunta dopo concorso pubblico presso la Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto del Mibac con la qualifica di "assistente alla vigilanza, sicurezza, comunicazione e servizi al pubblico". Dal 2013 al 2015 ha frequentato la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, indirizzo di archeologia classica, dell'Università di Padova, e nel 2015 ha conseguito il titolo di Specialista in Beni Archeologici. Nel 2014 (ASN – Bando 2013 - DD n.161/2013) ottiene l’idoneità a ricoprire le funzioni di professore di seconda fascia nel settore concorsuale 10 A1 (Archeologia). Dal 15 dicembre 2017, a seguito di concorso pubblico, è funzionario archeologo presso il Segretariato Regionale per il Veneto del Mibact. Attualmente si occupa presso l'Ufficio Tutela del Segretariato di vincolistica monumentale ed archeologica, e collabora con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza come responsabile della tutela archeologica della provincia veronese - settore occidentale - e del basso Polesine. Ha partecipato a numerose campagne di scavo in Italia e all’estero. I principali ambiti di ricerca di cui si occupa sono archeologia della Sardegna romana, santuari greci e romanizzazione della Grecia, ricerche archeologiche nei territori di competenza (provincia veronese-settore occidentale, basso Polesine).