APSAT 3. Paesaggi storici del Sommolago

A cura di Gian Pietro Brogiolo

Progetti di Archeologia, 4
2013, 402 pp., 290 a colori
Brossura, A4
ISBN: 9788887115789

€ 68,00
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Sinossi

Il paesaggio storico costituisce un contesto ecologico e sociale all'interno del quale si collocano infrastrutture (quali viabilità e sistemi irrigui, spazi agrari e dell'incolto) in progressiva trasformazione unitamente ad abitati, architetture, fortificazioni e luoghi di culto. Quello del Sommolago è stato condizionato dalle alluvioni del Sarca e degli altri torrenti che hanno interessato il fondovalle fino alla stabilizzazione idrogeologica della piana di Riva-Arco, raggiunta solo in epoca tardomedievale e moderna. A causa di questa instabilità, l'insediamento si è concentrato lungo i bordi della piana, a partire dalla prima occupazione organizzata, che risale alla metà del V millennio a.C. ed è testimoniata da un paesaggio già articolato tra spazi abitativi, agricoli e produttivi, messo in luce ai piedi del monte Brione. Gli studi raccolti in questo volume, ripercorrendo nella diacronia la progressiva conquista degli spazi agrari della piana e dei versanti montani, delineano un quadro per molti versi inedito che mette in discussione precedenti conclusioni, a cominciare dalla presunta centuriazione di epoca romana.

Allegati
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Autori

Gian Pietro Brogiolo
Formazione interdisciplinare tra archeologia, storia e architetture presso le Università di Padova (laurea in storia nel 1968 con Carlo Guido Mor), Cattolica di Milano (perfezionamento in archeologia medievale nel 1974 con Michelangelo Cagiano de Azevedo), gruppi acheologici locali. Sette principali linee di ricerca tra progetti e approfondimenti teorici:

  • edizioni di fonti (tra cui Statuti del XV secolo di Polpenazze e Manerba nel 1973);
  • trasformazione delle campagne dalla protostoria all’età moderna tra: “archeologia globale” (territorio di Salò, anni ’70) , “archeologia della complessità” (progetto Alto Garda, 1998-2005), “archeologia dei paesaggi” (progetto APSAT, 2008-2013), “archeologia delle comunità rurali” e della sostenibilità (dal 2014);
  • città dal tardo antico al basso medioevo (Brescia 1980-1992; Padova 2007-2012);
  • castelli di prima e seconda generazione (Rocca di Manerba 1971-2009, Castelseprio-Torba 1977-2019, Monte Barro 1986-1997, Monselice 1989-1996, Garda 1998-2003);
  • chiese del primo millennio (con scavi di una ventina di chiese e codirezione, dal 1981, del Corpus Architecturae Religiosae Europeae);
  • archeologia delle architetture;
  • archeologia pubblica (dagli anni ’70), tra ricerca, tutela e divulgazione nelle successive vesti di archeologo volontario, funzionario, docente.

È stato team leader in numerosi progetti nazionali ed europei (tra cui Transformation of the Roman World e Charlemagne. The Making of Europe, 1998-2000, Memola 2014-2017), co-curatore di alcune mostre (tra cui tre sui Longobardi a Brescia 2000, Torino 2007, Pavia-Napoli-San Pietroburgo 2007), co-fondatore della Società degli Archeologi Medievisti Italiani della quale è stato presidente per due mandati (2004-2011). È autore di oltre 500 pubblicazioni. Già docente nella scuole medie (1967-1980), ispettore della Soprintendenza archeologica della Lombardia (1980-1985), libero professionista (1985-1992), professore di Archeologia Medievale nelle università di Siena e Padova (1992-2016), è attualmente archeologo volontario e co-direttore delle riviste "European Journal of PostClassical Archaeologies", "Archeologia Medievale", "Archeologia dell'Architettura" e delle collane "Documenti di Archeologia" e "Progetti di Archeologia", membro del comitato scientifico in altre riviste, socio degli Atenei di Brescia e Salò, accademico corrispondente dell’Acadèmia de Bones Lletres de Barcellona.

Francesca Benetti
Dottore di ricerca in Archeologia presso l’Università di Padova, è Deputy Editor della rivista Public Archaeology e supporta i lavori dell’Historic Environment Forum (un comitato esecutivo inglese per lo scambio di intelligence e informazioni per sostenere la ricerca, la protezione e l’utilizzo pubblico del patrimonio storico-archeologico). Il suo interesse di ricerca verte sulla legislazione e le politiche per i beni culturali in Italia e in Europa. Dal 2009 collabora con l’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Padova. Ha svolto periodi di visiting presso la University College London (2017-2018) e The Heritage Alliance (Londra) (2018-2019). Presso The Heritage Alliance è stata Policy Officer nel 2019. Collabora dal 2018 anche con la charity Waterloo Uncovered, che offre aiuto psicologico a veterani militari tramite la pratica degli scavi archeologici. E' coordinatrice della Public Archaeology Community presso la European Association of Archaeologists dal 2018. Dal 2011 è Editor Assistant della rivista European Journal of Post-Classical Archaeologies. Dal 2012 affianca all’attività di ricerca una collaborazione editoriale con la casa editrice SAP Società Archeologica, specializzata in archeologia.

Matteo Rapanà
Laureato al Corso di Laurea Triennale in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Trento e al Corso di Laurea Magistrale in Archeologia presso l'Università di Padova, ha proseguito gli studi frequentando il Master World Heritage Natural Management organizzato dalla Trento School of Management a Trento e il Master Universitario di II livello in Didattica Museale Generale presso l'Università Roma Tre. Collaborato con musei, università, soprintendenze ed enti pubblici e privati nelle attività di ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali. Autore di numerosi pubblicazioni e interventi di storia e archeologia del settore alpino, si occupa di viabilità storica, archeologia dell’architettura e archeologia dei paesaggi. Le sue ultime ricerche hanno riguardato il rapporto tra uomo e ambiente montano con lo scopo di ricostruire le dinamiche che hanno portato alla formazione del paesaggio attuale. Dal 2019 è Responsabile al MAG - Museo Alto Garda a Riva del Garda, museo che si occupa della ricerca e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio affacciato sulla sponda settentrionale del Lago di Garda. È membro del Direttivo della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche.

Franco Marzatico
Franco Marzatico è Soprintendente della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento con competenze in materia di beni archeologici, storico artistici, architettonici, librari e archivistici e con funzione di direttore del Museo delle palafitte di Fiavè e del Museo retico di Sanzeno e di responsabile della rete dei catelli del Trentino. E' stato precedentemente direttore del Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, a cui fanno capo, come sedi distaccate, il Castello di Stenico, Castel Beseno e Castel Thun. Dal 1999 è professore a contratto presso l’Università degli studi di Trento (Paletnologia; Preistoria e Protostoria) e dal 2011 presso l'Università di Padova (Museografia; Gestione dei Beni Archeologici). E' stato socio fondatore della prima cooperativa archeologica a livello nazionale, CO.R.A. Cooperativa di ricerche archeologiche. Dal 2012 al 2015 è stato Vice presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e dal 2019 è referente per l’Italia del sito UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino".