Dopo la fine delle ville: le campagne dal VI al IX secolo

11° Seminario sul Tardoantico e l’Altomedioevo (Gavi, 8-10 maggio 2004)

A cura di Gian Pietro Brogiolo, Alexandra Chavarria Arnau, Marco Valenti

Documenti di archeologia, 40
2005, 360 pp., 58 in b/n, 16 a colori
Brossura, A4
ISBN: 9788887115475

€ 34,00
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Sinossi

Il VI secolo è indicato, in molte regioni italiane, come il momento di crisi del sistema tardoantico, quello che comunemente si ritiene abbia avuto origine dalla trasformazione economica del III e da una riforma (la provincializzazione di Diocleziano) che intendeva porre rimedio al fallimento della municipalizzazione di età augustea (particolarmente evidente in alcuni territori come quello del Piemonte meridionale che ci ospita)6. Le riforme, che intendevano assicurare, con i contributi in natura (suini, vino, olio, cereali) dell’Italia suburbicaria, il vettovagliamento di Roma e con quelli dell’Italia annonaria (cereali e vino), il mantenimento della corte imperiale e degli eserciti, ebbero una ricaduta economica di primo piano. Mentre le ville concludono nel V-inizi VI la loro parabola (almeno dal punto di vista architettonico), cambiano in molte regioni i punti di riferimento, con il sorgere dei castelli e lo sviluppo di una rete di chiese battesimali, aspetti ai quali sono stati dedicati specifici seminari, che tuttavia hanno solo sfiorato il loro ruolo nell’aggregazione e nella gerarchizzazione dell’insediamento rurale. La trasformazione delle campagne si colloca in una dinamica sociale complessa, con una forte incidenza sull’assetto della proprietà e sul modello del popolamento rurale, che vide l’insediamento di gruppi di alloctoni. Questo seminario, l’undicesimo sul Tardo Antico e l’Alto Medioevo, mantiene la struttura tradizionale: da un lato sintesi regionali relative all’Italia centro-settentrionale, accompagnate da alcune relazioni generali e da contributi sull’Italia meridionale e altre regioni europee; dall’altra prevalenza di contributi archeologici, ma con una sezione finale riservata agli storici.

Allegati
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Autori

Gian Pietro Brogiolo
Formazione interdisciplinare tra archeologia, storia e architetture presso le Università di Padova (laurea in storia nel 1968 con Carlo Guido Mor), Cattolica di Milano (perfezionamento in archeologia medievale nel 1974 con Michelangelo Cagiano de Azevedo), gruppi acheologici locali. Sette principali linee di ricerca tra progetti e approfondimenti teorici:

  • edizioni di fonti (tra cui Statuti del XV secolo di Polpenazze e Manerba nel 1973);
  • trasformazione delle campagne dalla protostoria all’età moderna tra: “archeologia globale” (territorio di Salò, anni ’70) , “archeologia della complessità” (progetto Alto Garda, 1998-2005), “archeologia dei paesaggi” (progetto APSAT, 2008-2013), “archeologia delle comunità rurali” e della sostenibilità (dal 2014);
  • città dal tardo antico al basso medioevo (Brescia 1980-1992; Padova 2007-2012);
  • castelli di prima e seconda generazione (Rocca di Manerba 1971-2009, Castelseprio-Torba 1977-2019, Monte Barro 1986-1997, Monselice 1989-1996, Garda 1998-2003);
  • chiese del primo millennio (con scavi di una ventina di chiese e codirezione, dal 1981, del Corpus Architecturae Religiosae Europeae);
  • archeologia delle architetture;
  • archeologia pubblica (dagli anni ’70), tra ricerca, tutela e divulgazione nelle successive vesti di archeologo volontario, funzionario, docente.

È stato team leader in numerosi progetti nazionali ed europei (tra cui Transformation of the Roman World e Charlemagne. The Making of Europe, 1998-2000, Memola 2014-2017), co-curatore di alcune mostre (tra cui tre sui Longobardi a Brescia 2000, Torino 2007, Pavia-Napoli-San Pietroburgo 2007), co-fondatore della Società degli Archeologi Medievisti Italiani della quale è stato presidente per due mandati (2004-2011). È autore di oltre 500 pubblicazioni. Già docente nella scuole medie (1967-1980), ispettore della Soprintendenza archeologica della Lombardia (1980-1985), libero professionista (1985-1992), professore di Archeologia Medievale nelle università di Siena e Padova (1992-2016), è attualmente archeologo volontario e co-direttore delle riviste "European Journal of PostClassical Archaeologies", "Archeologia Medievale", "Archeologia dell'Architettura" e delle collane "Documenti di Archeologia" e "Progetti di Archeologia", membro del comitato scientifico in altre riviste, socio degli Atenei di Brescia e Salò, accademico corrispondente dell’Acadèmia de Bones Lletres de Barcellona.

Nicola Mancassola
Professore a contratto all'Università di Bologna. Svolge le sue ricerche nell'ambito della storia e dell'archeologia medievale. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare allo studio dei rapporti di lavoro e del sistema curtense in età carolingia (VIII-IX secolo), delle società e comunità rurali in età altomedievale (VIII-X secolo), dei sistemi insediativi e dei modelli di popolamento tra l'età tardo antica e il Medioevo (IV-XIV secolo), delle pievi, chiese e monasteri (IX-XII secolo) e della famiglia dei Canossa (X-XII secolo). Impegnato in progetti di ricerca nazionali e internazionali risulta autore di numerose pubblicazioni.

Sauro Gelichi
Sauro Gelichi è Ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dirige il CeSAV (Centro Studi di Archeologia Venezia) e la SAAME (Centro Interuniversitario per la Storia e l’Archeologia dell’Alto Medioevo). E’ Presidente dell’AIECM3 (Association Internationale pour l’Etude des Céramiques Médiévales et Moderne en Méditerranée) ed è stato Socio Fondatore e poi Presidente della SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e della Consulta per le Archeologie Postclassiche. E’ Direttore Responsabile delle Riviste “Archeologia Medievale” e “Rivista di Archeologia”. E’ membro di redazione o del comitato scientifico di numerose riviste italiane ed internazionali e dirige diverse collane monografiche, tra cui, per la SAP, “Documenti di Archeologia” (con Gian Pietro Brogiolo). E’ stato direttore di numerosi scavi archeologi in Italia e di missioni all’estero (tra cui Siria, Montenegro, Turchia). Si è occupato di storia della ceramica medievale e, attualmente, si occupa prevalentemente di storia degli insediamenti costieri adriatici nell’alto medioevo e dei commerci nell’area mediterranea. E’ autore e curatore di oltre quattrocento pubblicazioni, tra articoli in riviste scientifiche e volumi.

Alexandra Chavarria Arnau
Alexandra Chavarria Arnau è professore di Archeologia Medievale presso l'Università degli Studi di Padova, dove sviluppa ricerche relative al periodo tardoantico e altomedievale (insediamenti, chiese e cimiteri principalmente). Ha guidato progetti innovativi riguardanti lo studio archeologico di centri urbani medievali (es. Monselice-PD e il progetto ARMEP pubblicato nel volume 'Padova: Architetture medievali') e importanti scavi in Italia (Torba-Castelseprio - VA, Battistero del Duomo di Padova, Limone sul Garda, Maguzzano - BS, Campagna Lupia - PD). È una figura di spicco in Italia anche per le metodologie riguardanti i progetti di ricerca partecipata soprattutto in rapporto allo studio e la valorizzazione dei paesaggi storici. La sua formazione in Spagna, Germania e Italia le ha dato l'opportunità di sperimentare diversi ambienti di ricerca e quindi di stabilire forti legami scientifici in diversi paesi. Ha fondato nel 2011 ed è coeditore di una delle principali riviste della sua disciplina "European Journal of Post-Classical Archaeologies". Molte delle sue pubblicazioni ('Archeologia Post-Classica', 'Archeologia delle Chiese dalle origini all'anno Mille', 'Aristocrazie e campagne da Costantino a Carlo Magno'), sono attualmente utilizzate nei corsi di molte Università italiane.